Come operiamo

 

I contributi erogati dai “padrini” vengono accrediti su un conto corrente aperto esclusivamente per questo tipo di progetti, per non creare confusione con la gestione di altre iniziative. Dai contributi versati non viene defalcata alcune spesa di gestione, perché l’organismo si avvale di personale volontario ed eventuali spese postali e telefoniche sono sostenute direttamente dall’organizzazione con propria disponibilità, derivante da diversa attività.

È dal 1993 che il Comitato di Amicizia cura la gestione di questi progetti, moltissimi sono i ragazzi che sono usciti dal programma di formazione e che ormai si sono inseriti in una normale attività lavorativa. Alcuni non si sono limitati a frequentare la Scuola Primaria, ma riuscendo negli studi hanno chiesto di continuare fino a frequentare una facoltà universitaria. Nel corso degli anni, vari ragazzi hanno concluso gli studi, alcuni si sono laureati in Economia e Commercio, in Ingegneria, in Medicina. Alcuni, consci del dono ricevuto, cercano di dimostrare la loro gratitudine svolgendo attività volontaria in favore di altri ragazzi che si trovano in difficoltà.

Il progetto di ”adozione a distanza” finanziato dal Comitato di Amicizia nella favela del comune di Santo Amaro, nella periferia di San Paolo, è senza dubbio quello che sta generando maggiori benefici per la comunità. Una comunità delle Suore Missionarie della Immacolata stava pensando di chiudere la casa che avevano al limite della favela, perché non disponevano dei fondi indispensabili alla sua gestione. Conosciute le loro difficoltà, verificato quanto era preziosa la loro opera e constatato che con la partenza delle Suore Missionarie le organizzazioni malavitose della favela ne avrebbero avuto un enorme beneficio, si decise di intervenire. Venne stilato un elenco dei fanciulli che frequentavano la scuola materna ed i corsi di recupero per favorire il reinserimento scolastico dei fanciulli che avevano abbandonato la scuola  per i motivi più svariati. Per ogni fanciullo venne proposta l’assegnazione di una borsa di studio e molti furono i “padrini” che accolsero l’invito e si accollarono l’onere della sua erogazione.